Orario per l'utilizzazione degli elettrodomestici in condominio

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Orario utilizzazione elettrodomestici in condominio: quali norme osservare? 

Ogni condomino, nella vita, si sarà fatto una domanda...

"E' possibile utilizzare lavatrice alle tre del pomeriggio? Oppure alle dieci di sera, per risparmiare?"

La tematica è di quelle calde, inutile dire che i rumori in condominio sono in grado di generare liti tra i vicini. Liti spesso di difficile soluzione: dimostrare l'intollerabilità dell'uso saltuario di un elettrodomestico non è cosa facile.

Lo scopo dell'articolo è capire se esistono delle norme che disciplinano gli orari di utilizzazione degli elettrodomestici rumorosi nelle abitazioni condominiali.

La soluzione non è univoca, ossia tali norme possono esistere e per saperlo bisogna guardare a diverse tipologie di fonti normative:

  1. Il regolamento di polizia urbana del Comune in cui è ubicato l'immobile;
  2. Il regolamento condominiale;
  3. Il codice civile.

Orario utilizzazione elettrodomestici in condominio e regolamento di polizia urbana

Portiamo l'esempio del regolamento di polizia urbana della Città di Milano. L'art. 83, di tale regolamento recita:

"E' vietato nella casa fare rumori incomodi al vicinato ed uso eccessivo di strumenti musicali e simili, specialmente dalle 22 alle ore 8."

Allo stesso modo il regolamento di polizia urbana della Città di Firenze, all'art. 25 specifica che 

"è fatto divieto a chiunque di recare disturbo, […], con rumori, schiamazzi, strumenti musicali o altri mezzi di diffusione".

Le norme, chiaramente, non si riferiscono esclusivamente all'utilizzazione di elettrodomestici, ma impongono un generale divieto di recare disturbo. È evidente che le norme non impongono il silenzio.

La rumorosità è elemento spesso inscindibile rispetto all'esercizio di determinate attività o all'uso di specifici oggetti.

Ciò che le norme pretendono è, nella sostanza, l'utilizzazione in modo tale da non recare disturbo.

Eppure qualcuno potrebbe obiettare che proprio nelle ore serali è più conveniente utilizzare questo elettrodomestico per ragioni di risparmio (l'energia spesso costa di meno nelle ore serali). Vero, ma allora bisognerà fare in modo che l'uso non avvenga nelle ore del riposo notturno, ma ad esempio, prima delle 22.

In tali casi l'accertamento della violazione è rimesso alla polizia locale, che dev'essere chiamata ad intervenire.

Orario utilizzazione elettrodomestici in condominio e regolamento condominiale

Il regolamento condominiale, se di natura contrattuale (ossia accettato da tutti i condòmini al momento dell'acquisto dell'unità immobiliare dall'originario unico proprietario o anche formato successivamente), può contenere norme che limitino le facoltà d'uso dei singoli comproprietari sulle parti comuni e su quelle di proprietà esclusiva.

Quali sono le differenze tra regolamento contrattuale e assembleare?

Insomma il regolamento condominiale contrattuale potrebbe vietare l'utilizzazione di lavatrici, aspirapolvere ed in generale di elettrodomestici rumorosi dentro determinate fasce orarie.

La violazione del regolamento condominiale può essere sanzionate con il pagamento di somme di denaro e se non può comunque chiedere la cessazione anche all'Autorità Giudiziaria.

Orario utilizzazione elettrodomestici in condominio e codice civile

Se il regolamento di polizia urbana e quello condominiale non dovessero disporre nulla in merito ai rumori o comunque in ausilio a queste norme, resta sempre applicabile l'art. 844 c.c. che disciplina le immissioni intollerabili.

Come stabilire che un rumore è intollerabile?

In sostanza chi ritiene che la lavatrice del vicino causi un rumore intollerabile potrebbe chiedere all'Autorità Giudiziaria di accertare tale intollerabilità (che dev'essere provata da chi la lamenta) al fine di ottenere l'inibizione di quel comportamento. Un'ipotesi, ad avviso di chi scrive, davvero molto improbabile. Vediamo perché. 

Orario utilizzazione elettrodomestici in condominio e silenzio assoluto

A conclusione dell'analisi della questione degli orari d'uso degli elettrodomestici e proprio i cenni all'intollerabilità di cui all'art. 84 c.c. è utile soffermarsi su un principio di carattere generale espresso dalla Corte di Cassazione: non esiste il diritto al silenzio assoluto.

Com'è stato efficacemente evidenziato dagli ermellini, infatti, 

"il limite di tollerabilità non è assoluto, ma relativo alla situazione ambientale, secondo le caratteristiche della zona, per cui tale limite è più basso in zone destinate ad insediamenti abitativi, ma è anche vero che la normale tollerabilità non può essere intesa come assenza assoluta di rumore. In altri termini, il fatto che un rumore venga percepito non significa anche che sia intollerabile. Normale tollerabilità, poi, va riferita alla sensibilità dell'uomo medio. Non si può, infine, non tenere conto della durata continua o della occasionalità delle immissioni sonore" (Cass. 11 febbraio 2011 n. 3440).

Rispetto a quale caso è stata pronunciata questa sentenza? Si legge nel testo del provvedimento che la questione dell'intollerabilità dei rumori oggetto di contesa riguardava il rumore della ventola d'aspirazione che era percepibile solo nelle ore serali o notturne; la ventola era situata in immobile addirittura non confinante con quello della persona che ne denunciava la intollerabilità e funzionava solo quando veniva usato il bagno, per eliminare i cattivi odori.

In questo caso, che forse è un caso limite, ma comunque dà idea dell'applicazione concreta del principio i giudici hanno ritenuto scarsamente percepibili le immissioni di rumore, sulla scorta dei principi sopra esposti.
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Venerdì, 24 Maggio 2019

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