La comunicazione dell’avviso e il conteggio dei termini tra spedizione e ricezione

La comunicazione dell’avviso e il conteggio dei termini tra spedizione e ricezione

Prima dell'entrata in vigore della riforma, nota come la legge n.220/2012, i vincoli non erano molto stringenti al riguardo. Per partecipare ad un'assemblea condominiale bastava essere avvisati per tempo del suo svolgimento.

In virtù delle novità introdotte dalla riforma, quest'affermazione necessita di una rivisitazione e di alcune precisazioni.

Quando e come bisogna essere avvisati per partecipare ad un'assemblea condominiale?

Ai sensi del primo periodo del primo comma dell'art. 66 delle disposizioni di attuazione del codice civile, infatti,

"L'avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell'ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l'indicazione del luogo e dell'ora della riunione".

Tralasciamo, per ora, gli aspetti relativi all'ordine del giorno, al giorno, al luogo ed all'ora di convocazione, soffermando la nostra attenzione su due aspetti altrettanto importanti ai fini della validità della convocazione e quindi della deliberazione: il riferimento è alla forma dell'avviso ed al computo del termine di cinque giorni.

Forma dell'avviso

Prima della riforma se si andava in causa per questioni attinenti la forma dell'avviso di convocazione era più che probabile vedersi rispondere che:

"in materia di condominio degli edifici, per l'avviso di convocazione dell'assemblea, obbligatorio per tutti i condomini ai fini della sua regolare costituzione, non è previsto alcun obbligo di forma che il relativo invito a partecipare debba rivestire, tanto che, secondo la giurisprudenza di questa Corte e la prevalente dottrina, la comunicazione può essere fatta anche oralmente, in base al principio di libertà delle forme, laddove queste non siano prescritte dalla legge o convenute dalle parti, ai sensi degli artt. 1350 e 1352 c.c. (Cass. 875/1999; Cass. 2450/1994) ovvero, in materia di condominio, quando tale principio non sia derogato dal regolamento che imponga particolari modalità di notifica, in mancanza delle quali l'assemblea non può essere ritenuta regolarmente costituita" (così Cass. 1 aprile 2008 n. 8449).

Come abbiamo visto, la riforma ha mutato l'aspetto relativo alle modalità di trasmissione della convocazione. L'avviso dev'essere inviato (alternativamente) con posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano.

Come calcolare i giorni tra la comunicazione dell'avviso e la data di svolgimento dell'assemblea?

La legge dice che l'avviso dev'essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per lo svolgimento dell'assemblea in prima convocazione.

Il problema si posta quindi all'individuazione del momento in cui poter affermare con certezza giuridica, che il condomino è venuto a conoscenza dell'avviso (o è stato messo nella possibilità di conoscerlo) nonché alle modalità di computo dei termini.

In termini pratici, basta che l'amministratore abbia consegnato la raccomandata al vettore postale oppure è necessario altresì che la stessa venga ricevuta in quel termine? Ed ancora, come contare i cinque giorni di cui parla l'art. 66 disp. att. c.c.

Soffermarsi su questo punto con attenzione può sembrare un eccesso di zelo, ma non è così, in quanto un errore nel procedimento di convocazione può portare all'annullamento della delibera. Infatti il secondo periodo del primo comma dell'art. 66 disp. att. c.c. dichiara che

"In caso di [...], tardiva [...] convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell'articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati".

La convocazione dev'essere considerata tardiva se non è ricevuta dall'avente diritto a partecipare almeno cinque giorni prima della data fissata per lo svolgimento della prima convocazione.

In tal senso è stato più volte affermato che:

"ogni condomino ha il diritto di intervenire all'assemblea, e deve quindi essere messo in condizione di poterlo fare, con la conseguente necessità che 1'avviso di convocazione previsto dall'ultimo comma dell'art. 66 disp. att. cod. civ. sia non solo inviato, ma anche ricevuto nel termine (almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza) ivi previsto" (in questi termini, Cass. n. 5769 del 1985, che ribadisce un indirizzo già espresso da Casa, n. 2050 del 1975 e da Casa. n. 2366 del 1970) Attesa la natura di atto unilaterale recettizio dell'avviso di convocazione dall'assemblea di condominio. Deriva che esso deve essere non soltanto inviato, ma altresì ricevuto entro il termine previsto dalla legge" (Cass. 26 settembre 2013 n. 22047).

Alla luce di quanto detto, quando deve considerarsi ricevuto l'avviso di convocazione?

Per sbrigliare questa questione un po' ambigua può tornare in aiuto la Cassazione, secondo la quale:

"la presunzione di conoscenza ex art. 1335 c.c. degli atti ricettizi in forma scritta giunti all'indirizzo del destinatario opera per il solo fatto oggettivo dell'arrivo dell'atto nel luogo indicato dalla norma, salvo la prova da parte del destinatario medesimo, dell'impossibilità di acquisire in concreto detta conoscenza per un evento estraneo alla sua volontà; il mittente non è tenuto a provare tale conoscenza essendo sufficiente che dimostri l'avvenuto recapito della dichiarazione all'indirizzo del destinatario" (Cass. 29 aprile 1999 n. 4352).

In teoria, quindi, il conteggio scatterebbe dalla data di consegna, a meno che il condomino non sia in grado di dimostrare di aver avuto un'oggettiva impossibilità di acquisire il documento spedito e correttamente recapitato.

Come conteggiare i cinque giorni di cui all'art. 66 disp. att. c.c.?

Caso pratico

Tizio, amministratore del condominio Alfa, indice l'assemblea ordinaria annuale. Invia l'avviso di convocazione a tutti i condomini il giorno 31 gennaio. L'1 febbraio l'avviso è ricevuto da tutti. L'assemblea si potrà svolgere il 5 oppure il 6 febbraio?

"In difetto di espressa previsione di legge, al termine di giorni cinque, ex art. 66 disp. att. c.c., deve applicarsi la regola generale dies a quo non computatur, dies ad quem computatur" (Trib. Roma 7 luglio 2009 n. 15048).

Dies a quo non computatur, dies ad quem computatur, è una frase latina che indica che il giorno di ricezione non dev'essere computato, ma quello di svolgimento della prima convocazione sì.

Tornando quindi all'esempio precedente, il giorno 1 non dev'essere contato. Il primo giorno da cui partire è il 2, il quinto giorno il 6. Fatte queste premesse, l'assemblea, in prima convocazione, potrà tenersi il 6 febbraio.

A meno che non si inviino pec o fax o non si consegni la comunicazione a mano, quindi, visti i tempi di consegna postale, è bene inviare l'avviso di convocazione con un cospicuo anticipo; almeno una quindicina di giorni prima della convocazione. Le indicazioni di cui sopra devono essere rispettate tanto dall'amministratore, quanto dai condomini che convochino l'assemblea.

La partecipazione del conduttore all’assemblea. Qu...
L’anagrafe condominiale

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Commenti 1

Ospite - Luciano il Venerdì, 23 Marzo 2018 09:55

Articolo interessante in quanto contiene anche degli esempi pratici per chiarire meglio.
grazie
Luciano

Articolo interessante in quanto contiene anche degli esempi pratici per chiarire meglio. grazie Luciano
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Martedì, 13 Novembre 2018

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