Reato di stalking condominiale

Reato di stalking condominiale

​Il termine stalking (pron. stolking) è assolutamente attuale ai giorni nostri in diversi ambiti, ma la novità riguarda la sfera dello stalking condominiale

Le statistiche rilevano che una buona percentuale dei reati di stalking si realizzano nel condominio, dove gli animi esacerbati da rancori pregressi o le innumerevoli incomprensioni e intolleranze nei rapporti di vicinato possono tradursi e trasmodare in condotte persecutorie. In particolare, le statistiche dicono che subito dopo la famiglia, il condominio è l'aggregato sociale con il più alto numero di relazioni a rischio di implosione. Il reato di stalking condominiale è quindi sempre più una realtà. 

Insomma, in condominio brulicano i potenziali stalker, anche se spesso le controversie vengono risolte in via amichevole senza ricorrere alla giustizia: quella per i rumori è infatti, insieme alle dispute sugli odori, la maggior ragione di dissidio tra condòmini a detta degli osservatori. 

Subito dopo, vengono l'occupazione indebita delle aree comuni, la presenza degli animali domestici o dal lancio di mozziconi o briciole da terrazzi o finestre. Questi dissidi, perpetuati nella quotidianità, possono diventare delle vere e proprie persecuzioni per le vittime che le subiscono.

Una recentissima sentenza emessa dal Giudice del Tribunale di Genova nel mese di aprile 2015 ha condannato a quattro mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni , i vicini molesti di una giovane coppia di sposi alla pena di "stalking condominiale (pron. stolking) ​" , equiparando gli atti persecutori descritti e delineati come "stalking" all'articolo 612 bis del codice penale anche alle azioni persecutorie che si verificano spesso nei condomini. 

Il pomo della discordia un disaccordo sulla proprietà di un giardinetto antistante lo stabile che avrebbe dato il via da un lato a varie cause giudiziali e, dall'altro, ad una serie parallela di ritorsioni ed angherie tali da costringere la giovane coppia a trasferirsi nel seminterrato per sfuggire alle vessazioni dei vicini. La situazione era peggiorata con la nascita del figlio dei denuncianti , a seguito della quale i vicini perpetravano minacce e intimidazioni gravissime, avvisando di voler ammazzare il piccolo . 

Per obbligare i due giovani ad andarsene, gli stalker avrebbero messo in atto condotte moleste di ogni genere, definibili come vero stalking condominiale: musica ad alto volume nel cuore della notte, bastonate sulle pareti, spazzatura gettata dal balcone, occhi puntati a 'spiare' la vita privata ventiquattr'ore su ventiquattro. Ma non solo: i due avrebbero anche denunciato ai Carabinieri falsi maltrattamenti in danno del figlioletto appena nato e degli animali domestici. Non contenti per il tentativo non riuscito di rovinare la vita ai malcapitati vicini, sarebbero giunti a rivolgere minacce di morte dirette al bambino. 

Una buona dose di materiale, insomma, per causare nei due giovani, vittime di stalking condominiale, un "perdurante stato di ansia e terrore" tale da indurli a cambiare le proprie abitudini di vita e, sotto altro profilo, per scrivere una sentenza storica in materia di reato di stalking condominiale, che ha condannato i colpevoli a quattro mesi di reclusione e al risarcimento del danno. 

Il reato di "atti persecutori" è stato introdotto nel nostro ordinamento nel 2009; da allora, ne abbiamo sentito molto parlare soprattutto nei casi di violenza alle donne, ma la fattispecie di reato descritta dal codice penale si adatta a diversi contesti anche molto diversi tra loro; quello condominiale è solo l'ultimo riconosciuto dalla Giurisprudenza ed è destinato, senz'altro, a costituire un precedente molto importante, magari (perché no) in grado di punire comportamenti illeciti prima che si verifichino reati più gravi. 

La sentenza è, rispetto alla Giurisprudenza di merito, molto innovativa, in quanto ha espressamente riconosciuto il perdurante stato di ansia e paura descritto dalla norma penale che disciplina lo stalking: è stata, quindi definita una sorta di sentenza apripista destinata ad estendere il reato di stalking a soggetti diversi da ex mariti gelosi, fidanzati o spasimanti respinti e ad aprire detto reato a fattispecie diverse da quelle strettamente passionali o sentimentali.​ Si può quindi parlare di reato di stalking condominiale, allo stesso modo di come si parla di stalking in altri ambiti.

Animali in condominio
La riforma condominiale (legge 220/2012)

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Giovedì, 20 Settembre 2018

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